Come Il Settore Pubblico Potrebbe Pensare All’intelligenza Artificiale Negli Appalti

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L’innovazione tecnologica non è più confinata a settori o nicchie di mercato specifiche. Le pubbliche amministrazioni non possono più restare semplici spettatrici: sono infatti attori centrali nel definire come queste tecnologie vengono implementate, regolate e valorizzate.

Tradizionalmente, il settore pubblico ha esercitato due funzioni principali in relazione all’innovazione.

In primo luogo, come regolatore. Questo ruolo è particolarmente cruciale nel caso dell’Intelligenza Artificiale (I.A.), dove la necessità di garanzie etiche, progettazione centrata sull’uomo e mitigazione dei rischi è fondamentale – una priorità oggi cristallizzata nell’A.I. Act dall’Unione Europea, il primo tentativo al mondo di regolamentare in modo completo l’I.A..

In secondo luogo, come acceleratore. Attraverso meccanismi di finanziamento, sistemi di incentivi e programmi di supporto mirato, i governi possono stimolare l’adozione e la diffusione dell’innovazione ben oltre ciò che il settore privato potrebbe ottenere da solo. Allocando risorse in modo strategico, il settore pubblico contribuisce a garantire che i benefici tecnologici siano distribuiti in modo equo, e non concentrati nelle mani di pochi.

Negli ultimi anni, tuttavia, è emerso un terzo ruolo, sempre più significativo: quello di utilizzatore di tecnologia.

L’uso Della Tecnologia Nel Settore Pubblico Europeo

Sempre più amministrazioni pubbliche stanno adottando e integrando tecnologie avanzate nelle proprie attività quotidiane. Dai servizi digitali alle decisioni basate sui dati, i governi stanno sperimentando strumenti in grado di migliorare efficienza, trasparenza e coinvolgimento dei cittadini.

Questi tre ruoli – regolatore, acceleratore e utilizzatore – definiscono una relazione più complessa tra settore pubblico e tecnologia. I governi non sono più semplici osservatori: stanno attivamente plasmando la traiettoria del cambiamento tecnologico.

In questo contesto, gli appalti pubblici assumono un ruolo cruciale. L’approvvigionamento pubblico rappresenta infatti uno degli strumenti più potenti a disposizione dei governi: non è più un esercizio puramente amministrativo, ma un vero e proprio strumento di politica pubblica.

Adottando l’I.A. in modo responsabile, i governi possono non solo modellare buone pratiche, ma anche inviare segnali forti al mercato, incoraggiando gli attori privati ad aderire a standard simili  di sicurezza, responsabilità e trasparenza.

L’IA può inoltre trasformare radicalmente il modo in cui le amministrazioni acquistano beni e servizi, monitorano la conformità, individuano inefficienze e gestiscono catene di approvvigionamento sempre più complesse.

L’Europa si trava in prima linea nel definire come la tecnologia possa servire il bene pubblico. Attraverso iniziative come l’A.I. Act, il Programma Digital Europe e la Strategia Europea per i Dati, l’Unione ha posto le basi per un approccio distintivo all’innovazione, capace di combinare competitività e responsabilità, progresso e tutela dei diritti fondamentali.

6 Modi In Cui L’i.A. Può Essere Applicata Negli Appalti Pubblici

Le amministrazioni pubbliche di tutta Europa stanno ora traducendo questi principi in pratica, dimostrando che la trasformazione digitale può promuovere non solo efficienza, ma anche fiducia, equità e inclusione. Paesi come Finlandia ed Estonia sono pionieri nell’applicazione dell’I.A. negli appalti pubblici.

Ecco sei modalità attraverso cui le amministrazioni possono potenziare le loro funzioni di procurement con l’I.A.:

  1. Analisi e valutazione: i contratti pubblici generano enormi volumi di dati, e l’I.A. può aiutare le amministrazioni a individuare schemi significativi, prevedere la domanda futura e verificare l’accuratezza delle informazioni sulle piattaforme di gara. Può anche monitorare i documenti di gara per garantire maggiore chiarezza e qualità del linguaggio. In Corea del Sud, un progetto pilota ha utilizzato il deep learning per prevedere la domanda annuale di prodotti del governo, analizzando oltre dieci milioni di record. In Finlandia, Hansel Oy, la centrale di acquisto governativa, ha sviluppato una piattaforma per analizzare i prezzi in modo più efficace, con un database di costi storici e strumenti avanzati di ingegneria dei costi.
  2. Categorizzazione della spesa pubblica: automatizzando la classificazione della spesa, i governi possono prevenire irregolarità, ridurre il rischio di frodi e garantire trasparenza e affidabilità. I sistemi basati su I.A. raggiungono tassi di accuratezza stimati interno al 97%. In Ucraina, la piattaforma ProZorro usa il machine learning per prevedere automaticamente il codice corretto del Common Procurement Vocabulary in base alle informazioni di gara. In Australia, l’ente centrale di acquisti ha sviluppato Caity, uno strumento I.A. che classifica automaticamente oltre due milioni di transazioni ogni sei mesi, liberando risorse per attività a maggior valore aggiunto.
  3. Lotta alla corruzione: elaborando grandi quantità di dati sugli appalti e individuando schemi complessi, l’I.A. aiuta le autorità a concentrarsi su casi realmente rilevanti. Ciò consente di passare da un approccio reattivo a uno proattivo, prevedendo la corruzione e rendendo visibili rischi prima nascosti. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la corruzione costa ai governi tra 1.500 e 2.000 miliardi di dollari all’anno. In Brasile, strumenti come Alice (che segnala automaticamente anomalie nelle offerte), Monica (che monitora i dati sugli appalti) e Sofia (che analizza relazioni per individuare errori e correlazioni sospette). In Ucraina, la piattaforma DoZorro ha identificato fino al 26% in più di casi di selezione errata del vincitore, il 37% in più di esclusioni ingiustificate e quasi il 300% in più di casi di collusione.
  4. Redazione dei documenti di gara: sfruttando esperienze pregresse e benchmark, gli strumenti di I.A. possono supportare la preparazione di modelli standard e garantire che i requisiti siano formulati nel modo più chiaro possibile. Ciò riduce il carico amministrativo e favorisce una partecipazione più ampia e una concorrenza più equa. Negli USA, il Department of Health and Human Services ha lanciato in progetto HHS Accelerate, che fornisce raccomandazioni mirate sulle clausole standard da includere nei documenti di gara, migliorando coerenza e velocità.
  5. Chatbot: gestendo domande frequenti, questi strumenti liberano tempo al personale per attività di maggior valore. Dai semplici bot di F.A.Q. agli assistenti virtuali avanzati, alcuni sistemi sono in grado di condurre dialoghi complessi e sostituire personale umano in specifiche funzioni. A San Francisco, ad esempio, è stato sviluppato Procurement Answers and Information Guided Experience, in grado di rispondere a circa 1.000 domande relative agli appalti, basandosi su database di 400 risposte predefinite.
  6. Automazione dei processi ripetitivi: l’analisi di immagini e video offre nuove opportunità di controllo sui fornitori. Gli algoritmi possono individuare difetti, valutare rischi e suggerire miglioramenti nella qualità dei prodotti. In Finlandia, il Tesoro di Stato sta preparando un sistema di I.A. per automatizzare l’elaborazione delle fatture, in grado di abbinare numeri e importi ai contratti e indirizzare i pagamenti in modo elettronico e immediato.

I Rischi Dell’i.A. Nel Settore Pubblico

È importante ricordare che le stesse tecnologie che rendono gli appalti più efficienti e trasparenti introducono anche nuove vulnerabilità. Man mano che le amministrazioni diventano utenti attivi di I.A., devono affrontare anche i rischi che essa comporta: sorveglianza invasiva, perdita di privacy, possibili riduzioni occupazionali, diffusione di fake news e disinformazione, discriminazioni e persino alterazioni nei processi decisionali.

Il paradosso è evidente: mentre i governi corrono per adottare l’I.A. negli appalti, corrono anche per regolarla. L’A.I. Act ricorda che le amministrazioni pubbliche sono contemporaneamente sperimentratrici e garanti – un doppio ruolo che può diventare contraddittorio se non gestito con attenzione.

La legislazione resta uno strumento essenziale per prevenire abusi, rafforzando ad esempio le leggi sulla privacy e vietando applicazioni dannose. Tuttavia, la velocità dell’evoluzione tecnologica rende la legge da sola insufficiente.

Servono anche misure di sicurezza più rigorose: test, monitoraggi e controlli costanti. E, sebbene le amministrazioni debbano adottare principi e linee guida etiche, queste spesso mancano di incentivi concreti per garantirne il rispetto.

In sintesi, la governance dell’I.A. è complessa quanto la sua promessa. Per i governi, la sfida è trovare un equilibrio tra innovazione e tutela, abilitando il progresso tecnologico senza compromettere i diritti dei cittadini e la tenuta delle istituzioni democratiche.

Conclusione

La transizione digitale del settore pubblico è già in corso. La domanda non è se adottare l’I.A., ma come farlo in modo responsabile e strategico. Con la giusta guida, i governi possono andare olte la sperimentazione e sbloccare tutto il potenziale dell’I.A. per offrire maggior efficienza, integrità e valore ai cittadini.

ISG aiuta le amministrazioni pubbliche a orientarsi in questo scenario in evoluzione.

Combinando competenze tecnologiche con esperienza normativa e procedurale, ISG è in una posizione unica per aiutare le autorità pubbliche a progettare e implementare soluzioni di I.A. efficaci, conformi, trasparenti e allineate all’interesse pubblico – trasformando regolamenti come l’I.A. Act in un acceleratore, non in un freno.

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About the authors

Federica Contissa

Federica Contissa

As ISG’s Senior Consultant, Federica specialize in Public-Private Partnerships (PPPs) and corporate reorganization projects, supporting both public and private sector clients. Her work includes assisting organizations in securing local, national, and European incentives, as well as delivering academic and professional training in public procurement and PPPs. 
Andrea Martino

Andrea Martino

Andrea leads ISG Italy and Martino & Partner as CEO, advising public institutions and private companies on strategic sourcing, benchmarking, Public Private Partnership (PPP), governance, organization, with a focus on innovation, digital transformation, efficiency and sustainable impact.

Julien Escribe

Julien Escribe

Julien oversees ISG’s IT and technology consulting and advisory teams across South Europe, Middle East and Africa. He works to make sure that clients are using the right technology to optimize their IT and Network/Telecoms operations, including workflow, efficiency, and that they’re getting the most from every interaction with their technology service providers.